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Sulle orme di Pier Giorgio

I ragazzi di Ales Terralba “verso l’Alto”
21/08/2026 di Alberto Macchiavello

«Sono stati quattro giorni intensi in amicizia, scanditi dalla preghiera dalle attività, dal gioco e dal mare» racconta Enrico Porcu della diocesi di Ales-Terralba «Come da diversi anni, abbiamo scelto di seguire le tracce del sussidio nazionale dell'Azione Cattolica che quest’anno ci ha accompagnato con la figura di San Piergiorgio Frassati»

La Casa di Ferie San Pancrazio a Marina di Arborea, una struttura che sorge sulla costa, ha permesso di vivere ogni giornata con il ritmo naturale del mare: bagni al mattino e al pomeriggio, intervallando così le attività, giochi e momenti di preghiera comunitaria. Una cornice semplice ma ideale per stare insieme.

A far compagnia alle onde ci hanno pensato 45 ragazzi «di età fino alla seconda media, arrivati da parrocchie diverse della diocesi, seguiti da 15 educatori». Tra un gioco e l'altro, i ragazzi provenienti da diverse parrocchie hanno fatto amicizia, scoprendo che pur venendo da comunità diverse camminano tutti un po' sulla stessa strada. 

San Piergiorgio Frassati è stato quel filo rosso che ha tenuto insieme le quattro giornate «e la cosa che ha colpito subito i ragazzi è stata scoprire che si trattava di un santo giovanissimo, morto a soli 24 anni: senza dubbio la vicinanza anagrafica lo ha reso immediatamente più comprensibile e "vicino" rispetto ad altre figure di santità meno conosciute». Attraverso la storia del giovane torinese sono stati affrontati temi che parlano dritti al cuore dei ragazzi: l'amicizia vera, quella che tocca il cuore, che per Frassati era quasi una missione; l'Eucaristia, il centro di ogni sua giornata; l'amore per l'ambiente e la natura, vissuto tra scarponi e sentieri di montagna; e l'impegno associativo, che per lui significava mettersi in gioco concretamente per gli altri.



Enrico racconta che «tra le immagini proposte durante il campo, quella che è rimasta più impressa nel cuore dei ragazzi è senza dubbio quella della cordata». La metafora cara a Piergiorgio, che paragonava il cammino della vita a una scalata in montagna, dove non si sale mai da soli ma sempre legati gli uni agli altri, sostenendosi a vicenda. «Insieme a questa immagine, il motto che accompagnava Frassati nelle sue ascensioni, "Verso l'alto", sono le parole che sono rimaste scolpite nei ragazzi, quasi come invito a guardare sempre più in alto, sia nella vita di ogni giorno che nel proprio cammino di fede».

E poi tra le attività del campo, una in particolare ha regalato momenti simpatici e qualche sorpresa «abbiamo chiesto ai ragazzi di scrivere una lettera a un amico». Semplice, no? Sembra proprio di no dal racconto di Enrico «i ragazzi si sono trovati spiazzati davanti a un foglio bianco, penna alla mano, chiamati a scrivere qualcosa di più lungo di un messaggio». Abituati com'è ormai normale a digitare due righe veloci, mettersi lì a raccontarsi su carta si è rivelata una sfida vera interrogandosi su cosa scrivere. Una piccola difficoltà che però ha fatto riflettere anche gli educatori su quanto sia cambiato il modo di comunicare tra i ragazzi oggi, e su quanto possa fare bene, ogni tanto, rallentare e dedicare tempo a un gesto semplice come una lettera scritta a mano.

«Il campo è stato davvero un bel momento» conclude Enrico, «e tutti i ragazzi sono tornati a casa con il desiderio di continuare a camminare "verso l'Alto"» magari proprio come in una cordata: insieme, senza lasciare indietro nessuno.