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San Nicola, il santo “meticcio” che ci indica la strada

In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, dove ogni sconfinamento di costa per fame viene considerato con paura, San Nicola, il meticcio, viene a ricordarci che la via più semplice per incontrare l’umanità ferita lungo le strade e i mari del mondo, è sempre il Vangelo
01/08/2026 di Gianni Di Santo | No comments yet

Forse non tutti sanno la storia di San Nicola. Nacque a Patara, una cittadina marittima della Licia, nella Turchia meridionale, nel III secolo dopo Cristo da una famiglia agiata che lo educò al cristianesimo. Fu eletto vescovo di Myra e sotto l’imperatore Diocleziano venne esiliato e imprigionato. Dopo essere stato liberato, nel 325 partecipò al Concilio di Nicea e morì a Myra il 6 dicembre del 343. Difensore dei deboli, dei più piccoli e degli indifesi, è considerato il protettore dei naviganti.



Dopo la sua morte, la tomba a Myra divenne presto meta di pellegrinaggio e le sue reliquie furono da subito considerate miracolose a causa di un misterioso liquido, detto la manna di San Nicola, che ne fuoriusciva. E qui arriva la leggenda. Alcuni marinai e mercanti baresi, infatti, ne trafugarono le reliquie e le portarono a Bari nel 1087, accolte dal popolo festante. La traslazione delle reliquie di San Nicola ebbe un’eco straordinaria in tutta Europa e nel Medioevo il santuario pugliese divenne un’importante meta di pellegrinaggio, col risultato della diffusione del culto di San Nicola di Bari (e non di Myra). San Nicola (diventato poi nei Paesi nordici il “Santa Claus”, Babbo Natale), è il santo meticcio per eccellenza che sa aprire il cuore all’abbraccio con l’altro.

In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, dove ogni sconfinamento di costa per fame viene considerato con paura, San Nicola, il meticcio, viene a ricordarci che la via più semplice, e anche più difficile, per incontrare l’umanità ferita lungo le strade e i mari del mondo, è sempre il Vangelo.





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