Lo scorso 16 luglio 2026 è stato reso pubblico il rapporto INVALSI 2026.
Per le scuole secondarie di secondo grado le prove vengono svolte al secondo e all’ultimo anno di scuola. Hanno partecipato alle prove il 92% degli studenti del secondo anno di scuola secondaria di secondo grado e il 97% per l’ultimo anno di scuola secondaria dove aver sostenuto la prova è un requisito per l’ammissione all’esame di maturità. Per la prima volta sono state allargate a livello volontario le prove sulle competenze digitali per il secondo anno di scuola secondaria di secondo grado a cui hanno aderito quasi il 90% degli studenti coinvolti.
Dispersione scolastica esplicita
Per le scuole secondarie di secondo grado le prove vengono svolte al secondo e all’ultimo anno di scuola. Hanno partecipato alle prove il 92% degli studenti del secondo anno di scuola secondaria di secondo grado e il 97% per l’ultimo anno di scuola secondaria dove aver sostenuto la prova è un requisito per l’ammissione all’esame di maturità. Per la prima volta sono state allargate a livello volontario le prove sulle competenze digitali per il secondo anno di scuola secondaria di secondo grado a cui hanno aderito quasi il 90% degli studenti coinvolti.
Dispersione scolastica esplicita
Tracciando il percorso degli studenti è possibile valutare la dispersione scolastica
esplicita che nel 2026 è del 7,3%.
I dati disponibili dai rapporti INVALSI degli scorsi anni ci permettono di tornare
indietro fino al 2023 e di osservare un trend positivo con una riduzione dal 10,4% al
dato attuale
(2023: 10,4%, 2024: 9,4%, 2025: 8,3%, 2026: 7,3%). Si osserva allo stesso tempo un
aumento della capacità del sistema scolastico di trattenere al suo interno
maggiormente gli studenti che accumulano una o più bocciature e un sostanziale
aumento della frequenza degli istituti di istruzione e formazione professionale.
Mentre la percentuale degli studenti che completano la scuola superiore nei
cinque anni previsti rimane sostanzialmente stabile al 72/73%.
Dispersione scolastica implicita
Per dispersione scolastica implicita si intende la percentuale di studenti che
completano il quinto anno di scuola superiore senza raggiungere i livelli minimi di
competenze contemporaneamente in italiano, matematica, lettura in inglese e
ascolto in inglese. Quest’anno si è registrato una forte riduzione delle fragilità nelle
prove di inglese che contribuisce particolarmente a migliorare il dato complessivo.
Nel 2026 il dato è del 6,3% (2019: 7,5%, 2021: 9,8%, 2022:9,7%, 2023:8,7%, 2024: 6,6%,
2025: 8,7%, 2026: 6,3%).
Gli studenti fragili sia in italiano che in matematica restano sostanzialmente stabili
e la riduzione della dispersione implicita è guidata dai risultati migliori in inglese
(2019: 25%, 2021: 36%, 2022: 37%, 2023: 37%, 2024: 33%, 2025: 36%, 2026: 34%).
L’instabilità di questo dato e il forte impatto della prova di inglese suggeriscono
come sia influenzata dalla natura della singola rilevazione, quindi l’eventuale
effettivo miglioramento del sistema scolastico sarà da valutare lungo i prossimi
anni.
Competenze minime nelle singole materie
Nonostante la riduzione della dispersione scolastica implicita al termine del percorso scolastico ancora circa la metà degli studenti non raggiungono livelli di competenze adeguati in italiano (46%) e la metà non raggiungono livelli adeguati in matematica (48%). Nonostante una lenta ripresa questi dati sono ancora lontani dai risultati precedenti i provvedimenti pandemici quando non li raggiungeva il 36% in italiano e il 39% in matematica. (italiano: 2019: 36%, 2021: 48%, 2022: 48%, 2023:49%, 2024: 44%, 2025: 48%, 2026: 46%; matematica: 2019: 39%, 2021: 50%, 2022: 50%, 2023: 50%, 2024: 48%, 2025: 51%, 2026: 48%).
Divari
Si registra la riduzione di alcuni divari nord-sud. I miglioramenti infatti si concentrano nelle regioni del sud italia mentre nelle regioni del nord la situazione post pandemia sembra sostanzialmente stabile.
Negli istituti professionali solo il 20% degli studenti raggiunge i livelli minimi in italiano o in matematica: le probabilità di raggiungere risultati adeguati dipendono ancora fortemente dal tipo di percorso frequentato. Il 18% si trova in condizioni di dispersione implicita, rispetto al 2,6% dei licei. Il sistema continua a concentrare studenti già avvantaggiati dal punto di vista sociale economico e culturale nei percorsi con i risultati migliori e gli studenti più fragili negli indirizzi con i risultati peggiori, rafforzando le disuguaglianze e mantenendo viva la segregazione sociale.
Gli studenti con almeno una bocciatura presentano risultati molto inferiori e una dispersione implicita più elevata: il 13,7% rispetto al 4,9% di chi invece ha un percorso regolare. (2023: 20,6%, 2024: 16,4%, 2025: 18,2%, 2026: 13,7%) Nonostante stia migliorando la capacità del sistema di trattenere all’interno della scuola chi viene bocciato e un trend positivo, ma non stabile, le difficoltà tendono a permanere e accumularsi. Particolarmente interessante è la situazione degli studenti migranti di prima generazione: solo il 40% degli studenti migranti di prima generazione arriva all’ultimo anno senza bocciature rispetto al 77% degli studenti senza background migratorio.
Competenze minime nelle singole materie
Nonostante la riduzione della dispersione scolastica implicita al termine del percorso scolastico ancora circa la metà degli studenti non raggiungono livelli di competenze adeguati in italiano (46%) e la metà non raggiungono livelli adeguati in matematica (48%). Nonostante una lenta ripresa questi dati sono ancora lontani dai risultati precedenti i provvedimenti pandemici quando non li raggiungeva il 36% in italiano e il 39% in matematica. (italiano: 2019: 36%, 2021: 48%, 2022: 48%, 2023:49%, 2024: 44%, 2025: 48%, 2026: 46%; matematica: 2019: 39%, 2021: 50%, 2022: 50%, 2023: 50%, 2024: 48%, 2025: 51%, 2026: 48%).
Divari
Si registra la riduzione di alcuni divari nord-sud. I miglioramenti infatti si concentrano nelle regioni del sud italia mentre nelle regioni del nord la situazione post pandemia sembra sostanzialmente stabile.
Negli istituti professionali solo il 20% degli studenti raggiunge i livelli minimi in italiano o in matematica: le probabilità di raggiungere risultati adeguati dipendono ancora fortemente dal tipo di percorso frequentato. Il 18% si trova in condizioni di dispersione implicita, rispetto al 2,6% dei licei. Il sistema continua a concentrare studenti già avvantaggiati dal punto di vista sociale economico e culturale nei percorsi con i risultati migliori e gli studenti più fragili negli indirizzi con i risultati peggiori, rafforzando le disuguaglianze e mantenendo viva la segregazione sociale.
Gli studenti con almeno una bocciatura presentano risultati molto inferiori e una dispersione implicita più elevata: il 13,7% rispetto al 4,9% di chi invece ha un percorso regolare. (2023: 20,6%, 2024: 16,4%, 2025: 18,2%, 2026: 13,7%) Nonostante stia migliorando la capacità del sistema di trattenere all’interno della scuola chi viene bocciato e un trend positivo, ma non stabile, le difficoltà tendono a permanere e accumularsi. Particolarmente interessante è la situazione degli studenti migranti di prima generazione: solo il 40% degli studenti migranti di prima generazione arriva all’ultimo anno senza bocciature rispetto al 77% degli studenti senza background migratorio.
Competenze digitali
Nel DigComp 2.2 sono individuate cinque aree che descrivono in modo articolato
ciò che significa essere competenti nel mondo digitale:
Alfabetizzazione su informazione e dati si focalizza sulle competenze necessarie
per selezionare, valutare e comprendere le informazioni online;
Comunicazione e collaborazione riguarda la capacità di comunicare
efficacemente, condividere risorse e gestire relazioni digitali;
Creazione di contenuti digitali si riferisce alla produzione e rielaborazione
responsabile di contenuti;
Sicurezza comprende le competenze per proteggere la privacy e mantenere il
benessere personale in un contesto caratterizzato da sovrabbondanza
informativa;
Problem solving verte sulle capacità di comprendere i sistemi digitali e risolvere
efficacemente eventuali problemi nel contesto delle attività quotidiane online.
I Paesi dell’Unione Europea si stanno orientando verso sistemi nazionali di
monitoraggio e misurazione standardizzati delle competenze digitali. La prova
INVALSI rappresenta un primo passo in questa direzione: si tratta di una
misurazione standardizzata delle competenze digitali nel secondo ciclo
d’istruzione con l’obiettivo di fornire una base informativa utile per progettare
azioni mirate di supporto e sviluppo, a livello di singolo studente e singola
studentessa, di scuola e dell’intero sistema scolastico.
Infatti se le altre prove INVALSI riguardano competenze sviluppate direttamente
nell’insegnamento curricolare, la prova di competenze digitali richiede la
conoscenza di nozioni e competenze che possono essere apprese trasversalmente
a scuola, ma a cui non è dedicato un insegnamento specifico e che quindi
dipendono forse più dalle condizioni del singolo che da quelle del sistema
scolastico. In un mondo nel quale le competenze digitali assumono un ruolo
sempre più centrale, la scuola non può pretendere di formare cittadini
consapevoli e in grado di abitare la realtà che li circonda senza fornirgli questi
strumenti.
La rilevazione dell’ultimo anno restituisce un primo quadro sul livello di
competenze digitali degli studenti italiani, di cui a ottenere almeno i traguardi
minimi previsti sono il 69% per quanto riguarda alfabetizzazione su informazioni e
dati, il 74% in comunicazione e collaborazione, il 66% in creazione di contenuti
digitali e il 64% in sicurezza.
Nonostante questo affinché la rilevazione possa diventare significativa come strumento di monitoraggio anche della qualità del sistema scolastico italiano sarà necessario che queste competenze vengano integrate nei programmi scolastici. I risultati della prova INVALSI di competenza digitali mostrano divari meno marcati rispetto a quelle di italiano, matematica e inglese, anche rimangono tra gli studenti legate al territorio, al background migratorio e soprattutto al tipo di scuola frequentata e allo stato socioeconomico, che allargano il divario anche a decine di punti percentuali, mostrando ancora una volta come chi cresce e studia in determinati ambienti spesso conclude il proprio percorso scolastico senza che la scuola sia stata in grado di dargli gli stessi strumenti dei loro coetanei.111111111
Nonostante questo affinché la rilevazione possa diventare significativa come strumento di monitoraggio anche della qualità del sistema scolastico italiano sarà necessario che queste competenze vengano integrate nei programmi scolastici. I risultati della prova INVALSI di competenza digitali mostrano divari meno marcati rispetto a quelle di italiano, matematica e inglese, anche rimangono tra gli studenti legate al territorio, al background migratorio e soprattutto al tipo di scuola frequentata e allo stato socioeconomico, che allargano il divario anche a decine di punti percentuali, mostrando ancora una volta come chi cresce e studia in determinati ambienti spesso conclude il proprio percorso scolastico senza che la scuola sia stata in grado di dargli gli stessi strumenti dei loro coetanei.111111111
