Dietro ogni persona c'è una storia diversa, fatta di percorsi, sofferenze e cause differenti, ma con un esito comune: la solitudine della strada. In un mondo sempre più veloce, costoso ed egoista, Papa Leone XIV, nella sua ultima enciclica, ricorda che il progresso tecnologico è autentico solo se migliora la vita dei più vulnerabili e non crea nuove forme di esclusione.
Nel gennaio di quest'anno l'ISTAT, insieme a fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora), ha promosso la prima rilevazione nazionale dedicata alle persone senza dimora che vivono in condizioni di povertà estrema nei quattordici Comuni capoluogo delle aree metropolitane. La campagna, intitolata "Tutti Contano", si è svolta nell'arco di tre notti ed è stata articolata in due fasi.
La prima, il 26 gennaio, si è svolta contemporaneamente in tutti i quattordici Comuni coinvolti e ha permesso di realizzare una fotografia in tempo reale delle nostre città. I volontari hanno percorso tutte le strade, senza escluderne alcuna, effettuando esclusivamente una conta delle persone senza dimora, senza instaurare un contatto diretto. La rilevazione ha riguardato non solo chi vive in strada, ma anche le persone ospitate nelle strutture di accoglienza.
La seconda fase, svolta il 28 e il 29 gennaio, è stata invece dedicata alle interviste. Un campione delle persone censite è stato coinvolto in un dialogo attraverso un questionario predisposto da esperti a livello nazionale, con l'obiettivo di ricostruire i percorsi di vita e comprendere le cause che hanno portato alla condizione di senza dimora.
I tre giorni sono stati intensi, ricchi di emozioni, ma anche di difficoltà. Da un lato, molte delle persone intervistate, abituate al disinteresse e all'indifferenza della società, si sono sentite improvvisamente al centro dell'attenzione e, proprio per questo, inizialmente hanno mostrato diffidenza. Molte di loro hanno rifiutato qualsiasi tipo di interazione con gli intervistatori. Dall'altro lato, sono emerse anche criticità di carattere organizzativo: il sistema nazionale aveva probabilmente sottovalutato l'elevato numero di persone da coinvolgere, circostanza in parte giustificata dal fatto che si trattava della prima campagna di questa portata realizzata contemporaneamente su tutto il territorio italiano.
Oltre ai coordinatori nazionali e metropolitani e ai responsabili della rilevazione, il vero motore della campagna sono stati gli oltre 6.500 volontari che hanno risposto all'appello di ISTAT e fio.PSD. Senza il loro impegno non sarebbe stato possibile realizzare una rilevazione di tale portata. Molti di loro, soprattutto giovani, hanno conosciuto l'iniziativa attraverso i social network e, pur non avendo mai avuto esperienze nel Terzo settore, hanno deciso di mettersi a disposizione, mossi dal desiderio di fare qualcosa di concreto per le persone senza dimora e per una società che sembra sempre più segnata dall'indifferenza e dalla disumanizzazione.
Papa Francesco, nel 2021, incontrando associazioni e persone senza dimora, ricordava che chi vive per strada «non è uno scarto, un uomo inferiore o una persona fallita, ma un dono prezioso, che ci fa vedere l'amore del Signore». Parole che invitano a guardare oltre l'apparenza e a riconoscere la dignità di ogni persona.
L’Azione Cattolica, insieme ad altre realtà del territorio, ha collaborato ufficialmente alla campagna, mettendo in campo i propri aderenti per contribuire alla buona riuscita della rilevazione. L'impegno dimostrato da migliaia di volontari ci ricorda che il cambiamento passa anche attraverso gesti semplici e concreti. Bastano pochi minuti dedicati a chi è solo per restituire dignità, creare un sorriso e far sentire una persona meno invisibile.
Come ci ricordava ancora Papa Francesco: «Toccare un povero, assistere un povero, è un "sacramentale" nella Chiesa.» Per questo dovremmo essere i primi a dare l'esempio, senza dimenticare gli ultimi: le persone senza dimora, i più poveri, i migranti e quanti, nelle nostre città, combattono ogni giorno contro la dipendenza e l'emarginazione. Una società si misura non da come tratta i più forti, ma da come si prende cura di chi è più fragile.
Per concludere i dati dell’Istat ci raccontano che la popolazione di persone senza dimora censita è di 10.037 individui, di cui il 55.4% in struttura di accoglienza e il 44,6% in strada. La città con i numeri maggiori è Roma con 2.621 persone, seguita da Milano e Torino.
