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Non possiamo abituarci alla violenza

L'impegno quotidiano dell'Azione Cattolica contro l'indifferenza e la rassegnazione: dai viaggi di solidarietà nei territori di guerra alle iniziative per i giovani, ecco perché ogni piccolo gesto e ogni preghiera hanno un impatto reale per costruire la pace
17/10/2026 di Paolo Seghedoni

Questo articolo è stato pubblicato su  

«Stiamo abituandoci alla violenza». Papa Leone, che di pace parla e testimonia ogni volta che può, ci aiuta a tenere alta la guardia, a evitare appunto che ci abituiamo alla violenza. L’aggressione dell’Ucraina, il martirio di Gaza, la guerra Usa-Israele contro l’Iran e l’intero Medio Oriente in fiamme, lo Yemen e il Sud Sudan martoriati, il Myanmar, il Tigrai tra Etiopia ed Eritrea, i troppi focolai africani…  La guerra non è più solo qualcosa di lontano e di indistinto, terribile certamente e per cui impegnarsi per farla cessare, ma sempre più un dato incombente anche sulle nostre vite. E la pace non è una parola che rischia di rimanere “vuota”, quasi un auspicio e nulla più, ma davvero una condizione per cui spendere preghiere, energie, passione. Occorre lavorare per svelenire il clima, per disarmare davvero le parole (quanto ce n’è bisogno, e quanto troppe volte è solo uno slogan…), per rendere l’aria più respirabile per tutti e specialmente per i piccoli.

Da pochi giorni è tornata in Italia una delle tante missioni in Ucraina del Mean (il Movimento europeo di azione nonviolenta) e questa volta, andando a Odessa, i circa 150 italiani tra cui una nutrita delegazione dell’Azione Cattolica, non sono mancati purtroppo gli allarmi e gli attacchi dalla Russia di Putin. Ma l’Ucraina è anche sinonimo dei progetti con i giovani, che padre Roman Demush, vice responsabile della pastorale giovanile della Chiesa greco-cattolica ucraina, sta tenacemente portando avanti e che l’associazione, in particolare il settore giovani, sta supportando con grande determinazione.

E poi la Terra Santa, con l’aiuto alla Custodia tramite padre Francesco Ielpo anche attraverso diverse iniziative e il progetto della pace dell’Acr, e la parola data, anche recentemente al convegno di Bari delle presidenze diocesane, al cardinale Pierbattista Pizzaballa.

Ma, ancora, l’impegno dell’Azione cattolica per costruire la pace, dal basso e con tenacia, si esplicita attraverso l’istituto Toniolo e gli appuntamenti dell’8 giugno, anche quello scorso, con il convegno Pax et Bonum e la preghiera all’Ulivo della pace in Vaticano e la proposta del Fiac di Un minuto per la pace nella stessa giornata.

Proprio l’8 è diventato un giorno di pace per l’associazione: ogni 8 del mese, infatti, proprio grazie all’istituto Toniolo esce la newsletter Tessere che, attraverso il nuovo portale della comunicazione Il Chiostro, racconta progetti e dà voce a parole di pace.




Una newsletter per la pace, a cura dell'Istituto della Presidenza nazionale dell'Azione cattolica italiana di diritto internazionale della pace "Giuseppe Toniolo".  Per riceverla, basta modificare le preferenze del tuo profilo qui.  Se vuoi recuperare le newsletter passate, guarda l'archivio.

E poi tutto l’impegno a gennaio per il Mese della Pace, da ragazze e ragazzi fino agli adulti, con tutta l’associazione impegnata, e naturalmente tutto quello che viene proposto a livello territoriale, nelle diocesi, nelle città, nei paesi. Il tanto che l’Ac propone, le molte alleanze a livello nazionale e nei territori, la presenza quotidiana e paziente di chi si spende gratuitamente per costruire concordia, fiducia.

Una domanda, per finire. Ma quello che proponiamo, la preghiera, le attività, le testimonianze… hanno un impatto concreto e reale? Questa tentazione, quella di pensare che quello che possiamo fare noi non sia mai abbastanza, va rigettata. Tutto quello che proponiamo, tutte le veglie di preghiera, tutte le attività pensate e realizzate da soli o in alleanza con altre realtà, tutti i viaggi che facciamo per incontrare persone che vivono in zone di guerra… Tutto ha un impatto. Tutto concorre a smettere di abituarci alla violenza e a costruire un pezzetto di pace.