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La preparazione remota al voto alle donne

Il contributo della Gioventù femminile e dell'Unione donne dell’Azione cattolica alla formazione delle cittadine italiane
29/05/2026 di Chiara Sancin

80 anni di voto alle donne, una storia di diritti raggiunti anche grazie alla lungimiranza del popolo femminile di Ac.

Solerzia, formazione, grande organizzazione e creatività, queste le caratteristiche del contributo femminile della Gioventù femminile (GF) e dell’Unione Donne dell’Azione cattolica.

Fin dall’inizio la GF punta sulla formazione remota (diritti/doveri della donna) tanto che nella settimana sociale regione Lazio del 1921 Armida Barelli spiega le ragioni del movimento femminile cattolico italiano, il valore della democrazia che «serve per elevare il popolo e aiutarlo a conseguire quei miglioramenti morali ed economici» e si sofferma sulla «formazione spirituale, morale, sociale e intellettuale delle socie» per aiutarle a comprendere le loro condizioni di contadine, impiegate, borghesi. Riflette sui partiti politici e propone un programma di studio: esercizio dell’elettorato, importanza del voto, regole di un eletto, esercizio elettorale, avvertimenti di non mescolare incarichi politici con direttivi associativi.

Verbali e stampa associativa (Gigli e Spighe, giornale della Gf romana) presenti nell’archivio dell’Ac di Roma testimoniano il contributo commovente e intelligente per il diritto al voto e l’impegno per la Costituente con: campagne di mobilitazione di coscienze, lettura immediata del tempo, organizzazione capillare e in rete con gli altri rami dell’Ac per arrivare a tutte e sostenere il diritto/dovere del fare la propria parte come cittadine per la costruzione del tessuto civile a servizio del bene comune e l’esercizio di una responsabilità di scelta per una società giusta e generativa.

Da subito organizzano: scuole di formazione su concetto di persona, dignità, diritti, sindacato, doveri, importanza dell’impegno nel sociale, la donna nella vita sociale; e adunanze di orientamento al voto per propagandiste, presidenti con contenuti teorici e pratici (controllo liste elettorali, predisposizione e verifica elenchi, aiuto per documenti di identità, contatti con associazioni territoriali e istituti religiosi, persone in sede per chiarimenti e ricorsi).

Un’organizzazione scientifica con soluzioni creative (le giovanissime della Gf avrebbero tenuto i bambini mentre le madri andavano a votare).

Anche Pio XII sarà informato del lavoro svolto. Il 21/10/1945 in occasione di un incontro probabilmente congiunto Ud e Cif ribadisce che «ogni donna [...] ha [...] lo stretto dovere di coscienza, di non rimanere assente, di entrare in azione [...] per contenere le correnti che minacciano il focolare, per combattere le dottrine che ne scalzano le fondamenta, per preparare, organizzare e compiere la sua restaurazione». 

Corsi di formazione, tre giorni dedicate, socie disponibili per le elezioni, aiuto per informazioni ai dubbiosi e «un’azione concordata con gli altri rami dell’Ac attraverso stampa, adunanze, organizzazione capillare ecc..» avvennero anche per la Costituente.

Cosa si doveva fare? «Pregare; fare il proprio dovere di cittadini, fare larga opera di convinzione».

Quindi preghiera, azione e formazione al senso di responsabilità per una «partecipazione alla vita sociale con onestà, coscienza sicura, competenza ottenuta con lo studio, sano realismo, concreto equilibrio, senso di socialità».

Per l’Assemblea Costituente si rivolgono alle socie dicendo «socia, più volte hai sentito ripetere che l’esercizio del voto è un diritto per la donna, ma sei convita che per te è soprattutto un dovere? Il tuo voto eleggerà la Costituente [...] quell’assemblea politica straordinaria incaricata di porre le basi fondamentali del nuovo Stato Italiano e stabilire le norme costituzionali del suo ordinamento giuridico; e si sa che le costituzioni sogliono dominare le sorti future di un paese per moltissimi anni: occorre una rivoluzione [...] inoltre sei chiamata con il referendum a dare il voto favorevole per la monarchia o la repubblica: hai ponderato abbastanza l’importanza di un simile avvenimento? La costituzione italiana sarà cristiana o anticristiana?».

Formazione capillare per coscienze responsabili, costruzione di reti, sostegno, spiegazioni tecniche(come piegare la scheda), attenzione per le minorenni che hanno l’«obbligo della propaganda, aiutare chi non può andare a votare da solo, guardare i bambini di qualche mamma», tutto affinché «i problemi che riguardano le donne siano difesi [...], con una visione che gli uomini non possono avere».

La preparazione remota diviene mobilitazione di coscienze e sfocia in un accompagnamento permanente (maggio 1946 le adunanze si interrompono fino alla proclamazione dei risultati).

Documenti autografi, memoria di una forza intelligente per un’educazione ai diritti/doveri delle donne per la costruzione di una società giusta e generativa.

Grazie donne di Ac, nomi con la “n” minuscola che con coraggio e tenacia avete fatto la vostra parte per la costruzione dei fondamenti costituzionali di un Paese per e di tutti e tutte con la “P” maiuscola.