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La fraternità è il nuovo volto della sicurezza

Da ormai due giorni gli incendi minacciano Palermo e provincia, ma anche l’agrigentino. L’Ac di Castronovo ci fa riflettere sulla parola sicurezza, solo che la declinano al contrario. Una sicurezza che fa emergere la fraternità, la solidarietà, la disponibilità ad aiutarsi l’un l’altro senza riserve
22/07/2026 di Gianni Di Santo

La sicurezza, oggi, non è la “solita” parola abusata dalla politica volgare che ci si appiglia come un’orda famelica in cerca di voti a buon mercato. Sicurezza, ancora una volta, è invece, in ogni estate italiana, soprattutto in questa estate torrida italiana, l’angoscia di chi vede minacciare la propria casa e i propri cari per gli incendi dei terreni boschivi, colture e pascoli.

Come se il cambiamento climatico non esistesse, come se la transizione energetica non ci riguardasse, come se il mondo, quello vero, si sia “fermato a Eboli” e tutti, invece, a parlare di sicurezza e di pistole fumanti. Come se questa tragedia, l’ennesima, appunto, non fosse la sicurezza vera. Da ormai due giorni le fiamme continuano a minacciare Palermo e provincia, soprattutto nella zona di Castronovo di Sicilia, ma anche l’agrigentino. Decine di famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni lambite dalle fiamme, che lentamente si sono fatte strada verso il centro abitato. In alcune zone è mancata anche l’energia elettrica. Gli altri comuni colpiti negli ultimi giorni sono quelli di Cerda, Caccamo, Partinico, San Giuseppe Jato, Campofelice di Fitalia, Villafrati, Prizzi, Belmonte e Camporeale.

«Ci ritroviamo in queste ore – scrive l’Ac di Castronovo – con il cuore spezzato e la mente sopraffatta da ciò che sta accadendo al nostro paese. Di fronte alla furia di certi eventi ci scopriamo fragili, impotenti, privi di forze. Vedere la nostra terra ferita da un fuoco tremendo e spietato fa male a ciascuno di noi. Ma proprio nell’oscurità di questi momenti drammatici, c’è una luce che non si spegne: la nostra capacità di restare uniti». Le parole dell’Ac di Castronovo ci fanno riflettere su quella “maledetta” parola che è sicurezza, solo che la declinano al contrario. Una sicurezza che fa emergere la fraternità, la solidarietà, la disponibilità ad aiutarsi l’un l’altro senza riserve. «È questa forza che viene dall’unione a darci il coraggio di non cedere allo scoraggiamento. Tutte queste preziose espressioni di bontà, di cura e di buona fede umana oscurano e spengono ogni polemica inutile e inopportuna. Le divisioni e le voci sterili restano solo una piccola minoranza, destinata a dissolversi proprio come verrà spento questo terribile incendio».

Ecco perché la parola solidarietà è la voce nascosta che si libera al vento tra le altezze del fuoco e dell’incendio. Solidale qui è chi aiuta, chi lavora per spegnere l’incendio, chi mette il proprio cuore a disposizione degli altri, chi si assicura che l’altro sia sicuro. Certo, ci sarà da accertare la responsabilità umana, ma subito dopo occorrerà un impegno collettivo da parte delle istituzioni per sostenere le famiglie colpite, rifondere i danni alle attività agricole e ricostruire ciò che il fuoco ha distrutto.

L’Ac di Castronovo chiude così il suo post social: «Non siamo soli. Restiamo uniti, nella preghiera e nell’aiuto reciproco». Per quel che possiamo, anche noi siamo solidali, con la penna e con il cuore. In questa lunga estate da finte prime pagine, ecco una bella lezione che arriva dagli amici siciliani: la fraternità è il nuovo volto della sicurezza.


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