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Il nostro impegno per una convivenza globale pacificata

La Nota stampa delle associazioni e movimenti ecclesiali che hanno incontrato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani
11/10/2025 di Antonio Martino

Il grido di dolore delle centinaia di migliaia di vittime innocenti della “terza guerra mondiale a pezzi” non ci lascia indifferenti. Sentiamo fratelli tutti coloro che soffrono a causa dei conflitti nel mondo e, insieme ai nostri Pastori affermiamo che “vogliamo essere desti di fronte agli eventi della storia e critici di fronte a scelte che provocano morte e distruzione” (Nota della Conferenza Episcopale Italiana Sia pace in Terra Santa!).

Questo è il messaggio che alcuni associazioni e movimenti ecclesiali hanno voluto condividere durante l’incontro con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, svoltosi lo scorso 8 ottobre alla Farnesina.

Accomunati da un vivo desiderio di pace e, rafforzati dalla crescente esperienza di amicizia e reciproca stima, le associazioni e i movimenti in una stagione di guerra che, oltre a produrre dolore e sofferenza, genera anche contrapposizioni e lacerazioni, intendono dare segni di un impegno concreto a favore della pace. Nel colloquio con il ministro è stata espressa la speranza per gli spiragli aperti per la pace a Gaza e l’auspicio perché al più presto anche in altre aree di conflitto, come l’Ucraina e il Sudan, si possano individuare vie negoziali da percorrere per il superamento del conflitto armato, e prevalga così l’attenzione alla vita e alla dignità di ogni persona.

È stata condivisa la convinzione che l’Italia, in questo tempo difficile e drammatico, possa e debba rafforzare l’impegno nel dialogo e nella promozione della pace, come è sua tradizione, principalmente attraverso l’azione diplomatica e l’impegno umanitario; le associazioni e i movimenti continueranno nella loro disponibilità concreta alla collaborazione volta a favorire pratiche di solidarietà umanitaria e accoglienza nei confronti delle vittime delle guerre, nonché alla promozione dei diritti delle persone e di una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione.

Nel ribadire la necessità che tutte le componenti sociali e politiche del Paese si attivino quotidianamente per costruire una cultura della pace, fatta di dialogo e amicizia sociale, i presidenti e responsabili delle associazioni e dei movimenti presenti hanno voluto evidenziare la necessità di cooperare ancora di più, istituzioni e società civile, perché riprendano e si rafforzino accanto alle vie diplomatiche, le azioni umanitarie che possano accompagnare tutte le persone, a partire da quelle più vulnerabili, a sperare in una nuova convivenza globale pacificata.

Guide e Scouts Cattolici Italiani; Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani; Azione Cattolica Italiana; Comunità di Sant’Egidio; Comunità Papa Giovanni XXIII; Fraternità di Comunione e Liberazione; Movimento dei Focolari Italia; Movimento – Cristiano Lavoratori; Ordine Francescano Secolare; Rinnovamento nello Spirito.