Hope footprint, impronta di speranza. Anzi, stampiamola bene dentro i nostri cuori, le nostre vite, i nostri giorni di ordinaria vita quotidiana. Riprendiamoci la speranza, pensando al futuro, ma iniziando da oggi, come questo incontro di Bari. È la provocazione di Monica Del vecchio, presidente diocesano di Ac di Bari che, durante la conferenza stampa dell’evento, lo dice chiaramente: è il tempo della speranza. E non potrebbe essere altrimenti per l’incontro Orizzonti Mediterranei, che si colloca dentro il grande e complesso tema di un Mediterraneo Mare Nostrum che abbraccia tutti e tutte.
E proprio la comunità cittadina ricorda quel giorno di trentacinque anni fa, l’8 agosto del 1991, quando la nave Vlora sbarcò proprio a Bari portando con sé circa 20mila persone in fuga dall'Albania post-comunista in cerca di futuro. Una marea di persone che fu l’immagine simbolo di un esodo di massa senza precedenti per l’Italia. Don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi e allora presidente nazionale di Pax Christi, disse allora: «Sconfitti e umiliati noi: perché costretti a sperimentare ancora una volta che la nostra civiltà, la quale nella sua sbornia di retorica, si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, multireligosa e multinonosochè, non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano il sapore di umanità».
Ecco perché hope footprint: è sempre tempo per un’impronta di speranza.
