Di fronte al rumore assordante dei conflitti, c’è un silenzio operoso che costruisce il futuro: è quello delle aule scolastiche. Per l’Iniziativa di Pace 2026, l’Azione Cattolica ha scelto di mettersi in cammino con il progetto "Terra in Pace", sostenendo attivamente l’iniziativa "Educare: strada per la pace" della Custodia di Terra Santa.
Non si tratta solo di finanziare mattoni o libri, ma di investire sull’unica risorsa capace di spezzare la catena dell’odio: l’educazione dei più giovani.
Oltre i banchi: dove la convivenza è realtà
Il progetto coinvolge oggi 20 scuole distribuite tra Israele, Territori Palestinesi, Giordania e Cipro, accogliendo circa 12.000 studenti e dando lavoro a oltre mille persone tra insegnanti e personale. La vera forza di queste scuole risiede nella loro identità: sono laboratori di pace dove cristiani e musulmani studiano insieme, fianco a fianco, nelle stesse classi.
"Trattiamo tutti come se fossero nostri figli", scrive fra Badie Elias, direttore della storica scuola di Acri. "Il messaggio educativo risiede nell’aiutarli a sviluppare le virtù più importanti: l’amore e il rispetto per gli altri. La guerra ci insegna che non ci sono né vincitori né vinti, ma che è necessario imparare a vivere insieme".
Fermare l’esodo, restare per sperare
Educare significa anche dare un motivo per restare. Fra Peter Vasko, presidente della Franciscan Foundation for the Holy Land, lo dice con chiarezza: l’istruzione è la chiave per fermare l’esodo dei cristiani. Senza una prospettiva di formazione e un lavoro dignitoso, la Terra Santa rischia di diventare un museo di pietre senza "pietre vive".
Attraverso borse di studio e percorsi universitari, il progetto sostiene le famiglie più svantaggiate, garantendo che il futuro non sia un privilegio per pochi, ma un diritto per ogni ragazzo, indipendentemente dalla sua condizione economica.
Una carezza contro la paura della guerra
Negli ultimi anni l'eco del conflitto è entrata prepotentemente nelle aule, portando con sé un carico pesante di dolore, ansia e senso di ribellione tra i giovani studenti. In questo contesto così drammatico, la scuola smette di essere solo un luogo di istruzione per trasformarsi in un presidio fondamentale di accompagnamento e speranza. Gli educatori della Custodia di Terra Santa si impegnano quotidianamente a trasformare la rabbia e la paura in energia costruttiva, offrendo ai ragazzi spazi sicuri dove il gioco e lo sport diventano strumenti terapeutici per ritrovare la serenità perduta. Grazie al rinnovo costante delle strutture e alla creazione di aule moderne e funzionali, la scuola offre una "nuova vita" alla quotidianità dei ragazzi, stimolando la loro creatività anche dove tutto intorno sembra parlare di distruzione. Questo impegno non si ferma ai soli studenti, ma si estende a genitori e insegnanti attraverso conferenze e percorsi di supporto che aiutano l'intera comunità a fronteggiare le sfide di questo tempo, dimostrando che l'educazione è davvero l'unica carezza capace di lenire le ferite profonde lasciate dalla guerra.
Come Azione Cattolica, la nostra parte
All'interno del Sussidio della Pace 2026, "Educare: strada per la pace" è uno dei due progetti di solidarietà scelti. Partecipare significa dire a quei 12.000 ragazzi che non sono soli, che la loro voglia di studiare è la più potente forma di resistenza alla violenza.
Sostenere questo progetto significa costruire oggi i cittadini di domani: uomini e donne che non vedranno nell'altro un nemico, ma un compagno di banco con cui edificare una terra finalmente in pace.


