In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026), l’Istituto Giuseppe Toniolo, l’Azione Cattolica Italiana e il Forum Internazionale di Azione Cattolica (FIAC) promuovono un Convegno internazionale volto a indagare l'intersezione tra la riflessione francescana e le sfide della governance globale. Muovendo dall’eredità del Santo di Assisi — il cui insegnamento si è realizzato storicamente in una prassi di dialogo interreligioso e di pace — il convegno intende sottoporre a scrutinio il principio di fraternità quale categoria euristica per il diritto internazionale. In un’epoca di frammentazione e crisi dei sistemi multilaterali, l’obiettivo del convegno è porre al centro la fraternità come principio che possa ispirare una revisione strutturale delle organizzazioni mondiali, modelli di cooperazione — politica, economica e sociale — solidali e un ordinamento (nazionale e internazionale) alternativo a quello basato sulla forza e, invece, fondato su un diritto a misura delle donne e degli uomini, sorelle e fratelli, del nostro tempo.
Oltre l'equità: la fraternità come forma politica e sociale
Nel 2017, nel suo messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Papa Francesco ha tracciato una linea di demarcazione tra l'equità formale e il valore antropologico della convivenza, recuperando il principio di fraternita, ha affermato: «mentre la solidarietà è il principio di pianificazione sociale che permette ai diseguali di diventare eguali, la fraternità è quello che consente agli eguali di essere persone diverse. La fraternità consente a persone che sono eguali nella loro essenza, dignità, libertà, e nei loro diritti fondamentali, di partecipare diversamente al bene comune secondo la loro capacità, il loro piano di vita, la loro vocazione, il loro lavoro o il loro carisma di servizio».
È precisamente in questo solco che si inserisce la riflessione sul diritto contemporaneo: il principio di fraternità permette di trovare forme perché i cittadini eguali possano trovare modalità differenziate per concorrere al bene comune secondo le plurali vocazioni sociali. Non parliamo di un’utopia, bensì di un'istanza strutturale che si traduce in un preciso dovere per le istituzioni, la società e i componenti della famiglia umana.
Questa intuizione trova risonanza nel magistero di Papa Leone XIV. Nel paragrafo 73 della recente enciclica Magnifica Humanitas (15 maggio 2026), il Pontefice ribadisce con forza che «la fraternità non è soltanto un’aspirazione interiore di chi crede, ma una forma sociale e politica da incarnare in scelte e percorsi condivisi». Oggi, la fraternità rappresenta l'unico e l’ultimo principio capace di ispirare un diverso modo di stare insieme, ponendosi come un'alternativa radicale e necessaria sia alla logica distruttiva della guerra totale, sia al modello di un mercato orientato alla speculazione finanziaria e alla competizione sfrenata. Promuovere un paradigma fondato sulla fraternità significa contribuire concretamente a edificare istituzioni politiche, rapporti economici e relazioni personali dal volto autenticamente umano, perché pensate e modellate a partire da ciò che l'essere umano semplicemente è, nei suoi bisogni fondamentali e nelle sue ferite, in relazione all'ambiente in cui vive.
Il programma
Il seminario internazionale si svolgerà domenica 7 giugno 2026 a Roma, dalle ore 16.00 alle 19.00, presso la sede dell’Azione Cattolica Italiana in via della Conciliazione, 1. L'introduzione e la moderazione dei lavori saranno affidate alla giornalista Giuseppina Paterniti.
Ad aprire il dibattito sarà la relazione introduttiva di Vincenzo Buonomo, Rettore della Pontificia Università Urbaniana, che inquadrerà il rapporto tra fraternità e diritto internazionale. Seguirà un ricco panel di interventi mirati ad approfondire le diverse sfaccettature della fraternità. Francesco Viola, professore emerito di filosofia del diritto all'Università di Palermo, interverrà sul valore necessario della fraternità per la democrazia; la prospettiva interreligiosa sarà affidata a Shahrzad Houshmand Zadeh, lettrice all'Università Sapienza di Roma, con un focus sulla fraternità come prassi di dialogo.
A seguire, Isabel Trujillo, ordinario di Filosofia del diritto all'Università di Palermo, rifletterà sulla fraternità come criterio interpretativo nella tutela della dignità della persona nel diritto internazionale contemporaneo. Sandro Calvani, Presidente del Consiglio scientifico dell'Istituto Toniolo, offrirà spunti sulla riforma delle Organizzazioni Internazionali alla luce del principio di sussidiarietà e fraternità; infine, Riccardo Moro, professore di Development policies all'Università di Milano, esplorerà il legame tra governance economico-sociale e fraternità come motore di sviluppo sostenibile e giustizia sociale. Le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Notarstefano, Presidente Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana e membro del segretariato FIAC.
Il convegno culminerà in un momento spirituale fortemente simbolico. Alle 19.45, i partecipanti si trasferiranno nei Giardini Vaticani per un tempo di preghiera presieduto da S.E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente Generale dell'Azione Cattolica Italiana, radunandosi davanti all'Ulivo della Pace che fu piantato l’8 giugno 2014 da Papa Francesco con i Presidenti di Israele, Shimon Peres, e dello Stato di Palestina, Abu Mazen. Allora Francesco ricordò che la presenza dei Presidenti era «un grande segno di fraternità» compiuto «quali figli di Abramo, ed espressione concreta di fiducia in Dio, Signore della storia, che oggi ci guarda come fratelli l’uno dell’altro e desidera condurci sulle sue vie». Con questo pellegrinaggio vespertino desideriamo ricordare, custodire e rinnovare quel segno di fraternità, consapevoli della drammatica situazione della Terra Santa e della necessità di ritrovare vie di verità, giustizia e pace.
