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Dieci anni con ASviS. Per governare il cambiamento senza paura

L’impegno dell’Ac dentro l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Per gli obiettivi dell’Agenda 2030, per uno sviluppo sostenibile
04/02/2026 di Antonio Martino | No comments yet
Sito ufficiale | ASviS

Dieci anni, in tempi di policrisi, non sono solo una ricorrenza. Sono una prova di tenuta, di visione, di responsabilità condivisa. L’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), nata il 3 febbraio 2016, celebra il suo decennale in un passaggio storico segnato da trasformazioni profonde: climatiche, sociali, economiche, geopolitiche e democratiche. E proprio per questo il suo cammino interpella con forza anche il mondo cattolico e l’impegno laicale nella società.

Fin dall’inizio l’Azione cattolica ha scelto di esserci. Non da spettatrice, ma come soggetto corresponsabile dentro una delle esperienze più significative della società civile italiana. L’adesione ad ASviS, sin dalla sua nascita, nasceva dalla consapevolezza che l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite non fosse un’agenda tecnica o ideologica, ma una grammatica comune per declinare oggi il bene comune, la giustizia sociale, la custodia del creato, la pace, la dignità del lavoro, la lotta alle disuguaglianze. In una parola: una prospettiva pienamente coerente con la Dottrina sociale della Chiesa e con il magistero di Francesco e di Leone.

In questi dieci anni ASviS è cresciuta fino a diventare una rete che coinvolge oltre 300 organizzazioni della società civile, affiancate da centinaia di realtà “alleate”: un’esperienza unica nel panorama internazionale, riconosciuta dall’Onu e dal Parlamento europeo. Un laboratorio permanente di confronto tra mondi diversi - istituzioni, imprese, università, Terzo settore - uniti dall’obiettivo di portare lo sviluppo sostenibile al centro della cultura, del dibattito pubblico e delle politiche del Paese, senza lasciare indietro nessuno.

Anche grazie al lavoro dell’Alleanza, oggi l’Italia dispone di una Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, di sistemi statistici avanzati per misurare il benessere equo e sostenibile, di politiche che hanno cercato di rispondere alle emergenze sociali, come durante la pandemia. Ma soprattutto, grazie a una visione di lungo periodo coltivata con pazienza, è maturata una delle riforme più significative della nostra storia recente: la modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione, che ha introdotto la tutela dell’ambiente e delle future generazioni tra i compiti fondamentali della Repubblica.

È in questo percorso che l’Azione cattolica ha riconosciuto una chiamata specifica: informare, formare, contribuire a disegnare politiche pubbliche capaci di orientare il cambiamento. La partecipazione ad ASviS non è stata solo adesione formale, ma assunzione di responsabilità educativa e culturale. Portare l’Agenda 2030 nelle associazioni, nelle diocesi, nei territori, nelle scuole di formazione socio-politica, significa aiutare le persone a leggere la complessità del presente senza paura, a superare la tentazione della chiusura e del risentimento, a riscoprire la dimensione comunitaria delle scelte.

Il “metodo ASviS”, fondato sul dialogo, sull’inclusione, sulla parità di genere e generazionale, sulla generosità e sull’apertura alla diversità, ha mostrato che il cambiamento può essere governato se condiviso. Il Festival dello sviluppo sostenibile, giunto alla sua decima edizione, ne è l’espressione più visibile: una mobilitazione diffusa che attraversa il Paese e coinvolge milioni di persone, dando voce a esperienze, linguaggi e pratiche che costruiscono futuro.

Eppure il traguardo del 2030 è vicino e i segnali sono contraddittori. Solo una minoranza degli Obiettivi di sviluppo sostenibile è oggi sulla buona strada. Aumentano le disuguaglianze, si aggravano le ferite ambientali, le guerre e le tensioni geopolitiche alimentano paura e sfiducia. In questo scenario, come ha ricordato Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS, l’Agenda 2030 non è un’utopia irrealistica, ma una bussola per uscire dalla policrisi. Il recente “Patto sul futuro” firmato dall’Italia all’Onu indica una direzione chiara: governare il cambiamento, non subirlo.

È qui che l’impegno dei laici cristiani diventa decisivo. Non per occupare spazi, ma per generare processi. Non per difendere rendite del passato, ma per prendersi cura del futuro, soprattutto di quello delle giovani generazioni. L’iniziativa “Ecosistema futuro”, lanciata da ASviS, va in questa direzione: creare luoghi di pensiero e di azione capaci di immaginare scenari desiderabili e di tradurli in scelte concrete.

Dieci anni di ASviS ci consegnano una lezione preziosa: la sostenibilità non è un tema tra gli altri, ma il modo stesso di abitare il tempo che ci è dato. L’Azione cattolica continuerà a camminare dentro questa alleanza, con lo stile del servizio e della corresponsabilità, per contribuire a costruire un’Italia più giusta, più solidale, più capace di futuro. Senza paura. Con speranza. E con la responsabilità di chi sa che il cambiamento, se condiviso, può diventare promessa.


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