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Docente di Filosofia della religione a Napoli, presso la Pontificia facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - Sezione San Luigi, Giuseppina De Simone ha diretto per otto anni, dal 2017 al 2025, il trimestrale dell'Azione Cattolica Italiana “Dialoghi”. Una testimonianza assai significativa di questo impegno è costituita dagli interventi da lei redatti per la rivista, alcuni dei quali sono stati raccolti nel volumetto “Sguardi. Per contemplare lungo la via” (AVE, pagine 188, euro 14,00€), che ospita pure altri contributi apparsi sui periodici "Servizio della Parola” e "Famiglia domani”.
Per comprendere bene il significato e il valore di questi scritti è opportuno situarli nel contesto esistenziale e culturale in cui sono maturati, contesto che la stessa autrice descrive con viva partecipazione nei termini seguenti: «È stata un'esperienza straordinaria di condivisione e di confronto, vissuta insieme al comitato di direzione e alla giovane redazione della rivista.
Un vero e proprio laboratorio culturale, un esercizio di libertà e di pensiero critico nell'intreccio delle competenze, delle sensibilità, delle intuizioni. Una immersione nella complessa realtà del tempo che viviamo per rintracciarne i fili di senso». È dunque in questa atmosfera che hanno trovato origine e nutrimento gli "sguardi”, ovvero punti di vista che permettono di osservare la realtà secondo prospettive non usuali, «così da poter riconoscere il bene che affiora più grande di noi... perché il cammino si apra di nuovo ogni volta e, imparando ad abitare questo tempo, non smettiamo di sognare nel soffio dello Spirito». Il libro è diviso in tre parti, recanti ognuna un titolo molto evocativo "Camminare e pensare”, "Ferite e frontiere”, “Orizzonti di speranza”, e le suggestioni presenti nei ventitré testi ospitati in esso sono numerose e differenti, tutte comunque riconducibili, quali tessere di un unico mosaico, a una medesima finalità, così descritta, nella Presentazione, da Luigi Alici, docente emerito di filosofia morale all'Università di Macerata e presidente nazionale dell'Azione Cattolica Italiana dal 2005 al 2008: «L’intero percorso del libro trova proprio nello sguardo un decisivo fattore unificante, grazie a una postura che sa attraversare con passo leggero e animo cordiale il multiforme scenario della vita, ricavandone impreviste scintille di luce».
Quanto si è detto fin qui si collega bene al sottotitolo del libro, che merita un'attenzione particolare: infatti esso coniuga in modo assai significativo due dimensioni che, opportunamente, De Simone tiene in grande considerazione: quella della contemplazione, che spinge l'uomo a guardare verso l'alto, e quella del cammino, che richiede la capacità di non perdere di vista la realtà e l'attualità, nonché il loro movimento verso il domani. A tale proposito, suonano chiarificatrice le seguenti parole dell’autrice: «Questi brevi testi e le riflessioni che propongono sono nati lungo il cammino, ma disegnano a loro volta un cammino: dal bisogno di pensiero e di memoria, attraverso le frontiere della storia per approdare a orizzonti di speranza».

Docente di Filosofia della religione a Napoli, presso la Pontificia facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - Sezione San Luigi, Giuseppina De Simone ha diretto per otto anni, dal 2017 al 2025, il trimestrale dell'Azione Cattolica Italiana “Dialoghi”. Una testimonianza assai significativa di questo impegno è costituita dagli interventi da lei redatti per la rivista, alcuni dei quali sono stati raccolti nel volumetto “Sguardi. Per contemplare lungo la via” (AVE, pagine 188, euro 14,00€), che ospita pure altri contributi apparsi sui periodici "Servizio della Parola” e "Famiglia domani”.
Per comprendere bene il significato e il valore di questi scritti è opportuno situarli nel contesto esistenziale e culturale in cui sono maturati, contesto che la stessa autrice descrive con viva partecipazione nei termini seguenti: «È stata un'esperienza straordinaria di condivisione e di confronto, vissuta insieme al comitato di direzione e alla giovane redazione della rivista.
Un vero e proprio laboratorio culturale, un esercizio di libertà e di pensiero critico nell'intreccio delle competenze, delle sensibilità, delle intuizioni. Una immersione nella complessa realtà del tempo che viviamo per rintracciarne i fili di senso». È dunque in questa atmosfera che hanno trovato origine e nutrimento gli "sguardi”, ovvero punti di vista che permettono di osservare la realtà secondo prospettive non usuali, «così da poter riconoscere il bene che affiora più grande di noi... perché il cammino si apra di nuovo ogni volta e, imparando ad abitare questo tempo, non smettiamo di sognare nel soffio dello Spirito». Il libro è diviso in tre parti, recanti ognuna un titolo molto evocativo "Camminare e pensare”, "Ferite e frontiere”, “Orizzonti di speranza”, e le suggestioni presenti nei ventitré testi ospitati in esso sono numerose e differenti, tutte comunque riconducibili, quali tessere di un unico mosaico, a una medesima finalità, così descritta, nella Presentazione, da Luigi Alici, docente emerito di filosofia morale all'Università di Macerata e presidente nazionale dell'Azione Cattolica Italiana dal 2005 al 2008: «L’intero percorso del libro trova proprio nello sguardo un decisivo fattore unificante, grazie a una postura che sa attraversare con passo leggero e animo cordiale il multiforme scenario della vita, ricavandone impreviste scintille di luce».
Quanto si è detto fin qui si collega bene al sottotitolo del libro, che merita un'attenzione particolare: infatti esso coniuga in modo assai significativo due dimensioni che, opportunamente, De Simone tiene in grande considerazione: quella della contemplazione, che spinge l'uomo a guardare verso l'alto, e quella del cammino, che richiede la capacità di non perdere di vista la realtà e l'attualità, nonché il loro movimento verso il domani. A tale proposito, suonano chiarificatrice le seguenti parole dell’autrice: «Questi brevi testi e le riflessioni che propongono sono nati lungo il cammino, ma disegnano a loro volta un cammino: dal bisogno di pensiero e di memoria, attraverso le frontiere della storia per approdare a orizzonti di speranza».
