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Consapevolezza finanziaria: abitare le scelte di domani con gli strumenti di oggi

In un mondo economico complesso, i giovani cercano strumenti per non restare spettatori
21/04/2026 di Chiara Arighi

C’è un interesse sempre più vivo tra noi giovani quando si parla di futuro e di come gestire le nostre risorse per realizzarlo.
È un’esigenza reale, una curiosità che cresce, eppure sono ancora troppo poche le occasioni per affrontare questo tema in modo aperto e analitico. Non ne parliamo a scuola, raramente lo facciamo tra di noi, e così la gestione del denaro rimane troppo spesso un terreno inesplorato, fatto di automatismi ereditati più che di strategie consapevoli.
Eppure, le decisioni iniziano molto prima di quanto pensiamo: anche quando le cifre sono piccole e non abbiamo ancora un lavoro stabile, stiamo già tracciando una direzione.

Decidiamo se consumare tutto subito o risparmiare, se guardare solo all’immediato o provare a dare un senso a ciò che verrà dopo, compiendo scelte quotidiane che, nel tempo, smettono di essere marginali e diventano l’essenza della nostra autonomia.
E forse oggi questo aspetto è ancora più evidente rispetto al passato. Saremo chiamati a fronteggiare situazioni e scelte finanziarie più impegnative di quelle vissute dai nostri genitori alla nostra età, in un contesto economico più incerto e meno lineare.

La finanza personale, allora, non può essere un argomento tecnico da rimandare a "quando saremo grandi", ma una competenza di cittadinanza: significa imparare a leggere il mondo per non subirlo passivamente, ma anche saper prendere decisioni che tengano insieme bisogni presenti e obiettivi futuri.
Durante la Scuola di Formazione per Studenti, questa urgenza è emersa con una forza inaspettata. Non abbiamo seguito una lezione teorica, ma siamo stati messi nella condizione di conoscere le conseguenze delle nostre azioni di oggi proiettate nel tempo. Ogni nostra scelta finanziaria, produce effetti spesso invisibili nell’immediato, ma significativi nel lungo periodo.

Tutto questo richiede però una responsabilità che, come giovani, vogliamo assumerci. Viviamo immersi in un presente veloce e precario, dove proiettare chi e dove saremo tra cinque o dieci anni sembra quasi impossibile. Eppure, senza questo sforzo di immaginazione, anche le scelte economiche restano senza direzione.

È evidente quanto spazio manchi a queste riflessioni nei luoghi della nostra formazione: i dati PISA ci dicono che meno della metà degli studenti italiani raggiunge una competenza finanziaria minima.1 Se la scuola deve essere la palestra in cui impariamo a stare nel mondo, non può ignorare questa mancanza.


Il podcast condotto da Matteo Truffelli e dedicato a Vittorio Bachelet. Ascolta le puntate. 

Gestire le proprie risorse non significa "saper fare i conti", ma essere in grado di orientarsi tra i propri desideri e le possibilità reali, imparando che ogni scelta ha un tempo e una conseguenza.
La scuola ha quindi il compito di offrirci questa bussola, non per trasformarci in esperti, ma per permetterci di abitare le scelte di domani con gli strumenti di oggi, arrivando preparati alle sfide della vita prima che diventino urgenze
.

Sentiamo la necessità che l’educazione finanziaria entri stabilmente a scuola, e che vi entri con piena dignità didattica. Non come progetto aggiuntivo o come ospite occasionale, ma come parte strutturata del percorso formativo, con un percorso chiaro e una didattica all'altezza: casi reali, documenti autentici, situazioni che i giovani già vivono o si troveranno presto ad affrontare. Scegliere di abitare questa sfida significa riconoscere che non vogliamo essere spettatori passivi delle dinamiche economiche che ci circondano. Come studenti e studentesse, decidiamo invece di dedicare spazio e attenzione alla cura delle nostre risorse, imparando a gestire le spese quotidiane, a costruire un risparmio o a muovere i primi passi verso un investimento, in maniera consapevole.

1 I dati PISA 2022 sulla financial literacy mostrano che solo il 43% degli studenti quindicenni italiani raggiunge il livello minimo di competenza finanziaria, contro una media OCSE del 66%. Fonte: OECD, PISA 2022 Results (Volume IV): Financial Literacy, OECD Publishing, Paris, 2023.