Vi sarà certamente capitato molte volte di visitare un chiostro. Magari proprio quello di Casa San Girolamo a Spello. Uno spazio delimitato, ben definito, molto ben curato, che invita al silenzio e alla contemplazione. Ma anche uno spazio aperto che invita a guardare in alto, che incoraggia il pensiero a dilatarsi verso l’infinito senza perdere di vista ciò che ci circonda.
Benvenuti allora al nostro Chiostro virtuale!
Ci siamo impegnati in un ripensamento globale e profondo nel nostro modo di comunicare la vita associativa, ma soprattutto per attivare uno stile di comunicazione capace davvero di «riuscire a parlare sempre più a misura di ogni persona, ponendo un’attenzione particolare a garantire un linguaggio diversificato e una comunicazione accessibile a tutti» come abbiamo affermato nel Documento finale della nostra XVIII Assemblea Nazionale.
Il cambiamento di epoca ci chiede una conversione autentica e profonda del nostro modo di essere associazione, di vivere la testimonianza di una Buona Notizia che ha ancora oggi la forza di trasformare dal di dentro la vita delle persone e delle comunità, orientandole a quel Bene che continuamente germoglia e fruttifica nella storia travagliata e drammatica dell’umanità. In ascolto della vita dunque per cominciare, con un vivo desiderio di fare spazio alla sua complessità, senza cedere alla tentazione di ridurla o banalizzarla, ma incoraggiando tutti a entrarvi, grazie a un linguaggio sempre in dialogo con la Parola, alla ricerca di una comunicazione che sia sempre «partecipazione al mistero di Dio che è comunicazione» come scriveva il cardinal Martini.
Uno stile di comunicazione che si alimenta dalla narrazione dei vissuti, che ambisce a circolare rapidamente creando una tensione culturale e promuovendo uno sguardo pieno di gratitudine e stupore sul patrimonio di legami, esperienze, percorsi e progetti che descrivono una vita associativa bella nella sua fragilità anche se sempre più vulnerabile, perché esposta a una turbolenta intemperie di cambiamenti repentini delle condizioni e delle situazioni in cui la vita associativa stessa è provocata a ripensarsi e rigenerarsi.
Proprio in questo tempo, attraversato da cambiamenti tanto rapidi quanto sorprendenti, che si distribuiscono tra luoghi molteplici, fisici e digitali, l’Azione cattolica italiana ha sentito con chiarezza il bisogno di fare un passo ulteriore. Per custodire e ravvivare il legame tra i soci, le esperienze, i territori, le competenze. Ogni giorno l’Ac produce pensiero, intreccia relazioni, genera storie: un patrimonio vivo che merita di essere raccontato meglio, e di più.
Raccordare maggiormente l’associazione è un desiderio che avvertiamo con grande senso di urgenza, per mettere in dialogo ciò che viviamo nei territori, valorizzare ciò che accade nei gruppi, illuminare le scelte e gli orientamenti che guidano il nostro cammino.
Siamo autenticamente convinti che raccontare la vita associativa non sia solo un gesto di comunicazione, ma un modo per tenere viva la nostra identità relazionale, per riconoscerci parte di una storia comune e continuare a sentirci partecipi e corresponsabili. Tutti insieme.
La cultura e la comunicazione, in questo senso, sono strumenti preziosi su cui investire, linguaggi attraverso i quali la nostra associazione può crescere, interrogarsi, generare visioni.
Nello stesso tempo, viviamo immersi in una condizione di mobilità che caratterizza profondamente il nostro tempo. Le persone si spostano, cambiano città, attraversano fasi di vita diverse con una velocità che richiede accompagnamento, prossimità, presenza. In questo scenario, l’Ac avverte il compito di offrire anche nel digitale uno spazio in cui sentirsi accompagnati, riconosciuti, a casa, ovunque ci si trovi. Il Chiostro nasce anche per essere un luogo familiare, accessibile, in cui i soci possano ritrovarsi e ritrovare l’Associazione, accedendo a essa da ogni lato del Chiostro.
Questo nuovo spazio digitale vuole rispondere, inoltre, all’esigenza di valorizzare il patrimonio culturale che l’Ac custodisce e continua a generare. Articoli, podcast, percorsi formativi, interviste, video, racconti di vita associativa: una ricchezza che non può disperdersi né rimanere nascosta, ma che merita di essere rilanciata, condivisa, resa fruibile a diversi livelli. Il Chiostro vuole essere un ecosistema capace di mettere a sistema la produzione culturale dell’associazione, evitando duplicazioni, favorendo una narrazione unitaria e offrendo strumenti utili tanto per la crescita personale quanto per il servizio formativo ed ecclesiale. A tutto questo si aggiunge un elemento decisivo: la scelta di puntare con convinzione sulla multimedialità. La comunicazione contemporanea richiede forme diverse, stili nuovi, linguaggi plurali. Testi, video, podcast, immagini, grafica, approfondimenti brevi o percorsi più strutturati: ogni fascia d’età ha modalità differenti di accostarsi ai contenuti.
Il Chiostro intende misurarsi con questa sfida, proponendo contenuti che sappiano incontrare le sensibilità di tutti, senza perdere profondità. L’obiettivo non è semplicemente “essere digitali”, ma offrire contenuti significativi, generativi, all’altezza delle domande dell’oggi.
Il Chiostro vuole essere uno spazio di passaggio e di sosta, aperto e raccolto allo stesso tempo. Un luogo dove ci si può fermare, ascoltare, osservare, studiare, pregare. E, soprattutto, un luogo che mette in comunicazione gli spazi della vita: la comunità, il servizio, la fraternità, il lavoro, lo studio, la politica. Così vuole essere anche questo nuovo portale: un crocevia in cui incontrare le diverse dimensioni dell’Ac per cercare una sintesi capace di raccordarle in profondità. Tenere insieme tutte le dimensioni in cui si articola la vita delle persone ma anche scommettere sulla potenzialità, che è l’essenza associativa, di tenere insieme tutte le persone. Oltre la polarizzazione e la contrapposizione che riarma il linguaggio, anticamera di una violenza sociale che oggi divide e separa, e che isola le persone dentro bolle virtuali in cui lentamente ci si disabitua al confronto e al dialogo, dove si maturano visioni parziali e radicali che rifiutano il pluralismo, dove, in ultima analisi, si sfiducia la democrazia.
Con il Chiostro, l’Azione cattolica italiana sviluppa ulteriormente la propria visione unitaria. Non si tratta solo di un rinnovamento degli strumenti comunicativi, ma di una scelta pastorale e culturale: credere che raccontare bene ciò che viviamo possa aiutare a viverlo meglio. Per investire sulla possibilità di abitare complessità senza perdersi nel non senso.
Ma anche per abilitare quanti vorranno fare strada con noi ad animare lo spazio pubblico attraverso uno stile di dialogo e confronto cordiale e profondo, per condividere una ricerca con quanti hanno a cuore il bene di “noi-tutti” e sono disponibili a intraprendere la strada, faticosa ed entusiasmante, che va dall’io al “noi”.


