Articolo 12 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza: ascolto delle opinioni del minore. Prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.
Questo è l’articolo scelto per ricordare Alessia e Martina a otto anni dalla loro nascita al cielo. Alessia viveva il cammino in Acr e così il 28 febbraio di ogni anno, dal 2020, l’Azione Cattolica parrocchiale di San Valentino si prende cura della loro memoria organizzando quella che ormai è una bella tradizione, la Festa dei Diritti. Un’occasione per unire i ragazzi dagli 8 ai 13 anni e per ricordare ad adulti e giovani di rispettare i diritti dei più piccoli, in tutti gli ambienti da loro frequentati. Ma questa volta l’articolo scelto ha portato, oltre ad un pomeriggio di attività, giochi e animazione, a dare la parola proprio a loro, bambini e ragazzi dei gruppi delle comunità parrocchiali dell’Unità di Collaborazione di Cisterna di Latina, dando vita al Consiglio Pastorale Straordinario dei bambini e ragazzi che si è tenuto la mattina del 28 febbraio scorso. Partendo dalla convinzione, che sta molto cuore all’Acr, che i più piccoli sono già protagonisti ora, senza dover attendere di diventare grandi, è stato scelto di chiedere il loro punto di vista su sei temi che riguardano le comunità parrocchiali:
Lo sguardo sul mondo, quanto nei gruppi in parrocchia si parla di ciò che succede nel mondo per poterlo osservare con gli occhi di Dio e cercare soluzioni per renderlo migliore;
La preghiera, quali occasioni per alimentare l’amicizia con Dio in parrocchia;
Gli spazi, come renderli più accoglienti e a misura di ragazzi;
L’inclusione, quali modi per far vivere la parrocchia senza difficoltà anche a chi ha disabilità;
Le relazioni, come far crescere amicizie vere nei gruppi;
Le iniziative, quali occasioni mettere in campo per crescere insieme.
Il Consiglio ha avuto inizio alle 9.00 di mattina quando il salone parrocchiale si è riempito di cinquanta ragazzi, rappresentanti delle varie parrocchie, in particolare due per ogni passo di catechesi, come previsto dal percorso di iniziazione cristiana che da alcuni anni è attivo nella diocesi di Latina. Sono arrivati con le proprie idee da condividere, ma non solo: non solo perché il percorso nasce da molto prima, quando, ad inizio gennaio, è stato condiviso ai catechisti, capi, educatori, animatori un breve percorso (di due incontri) da seguire che prevedeva: le elezioni in ogni gruppo di due rappresentanti, un’attività esperienziale per comprendere l’importanza dello stile democratico scelto e un’attività di confronto sulle sei tematiche. Tutti i ragazzi così, indipendentemente dalla candidatura a rappresentanti, hanno preso parte al processo come in una catena di montaggio dove ognuno aggiunge un tassello, fiduciosi nei loro rappresentanti chiamati a riportare le riposte e le idee di tutti nei sottogruppi del Consiglio. Questa bella storia è solo all’inizio perché, come prevede l’articolo 12, l’onere e l’onore ora è degli adulti e giovani che riporteranno in un sussidio il lavoro svolto e i desideri usciti fuori. C’è tanto da mettere in luce: Valeria vorrebbe che ci sia qualcuno che insegni la lingua dei segni per permettere a tutti di comunicare, Simone ha lanciato l’idea di un traduttore simultaneo, Daniela sogna un orto dove imparare a coltivare, altri vedendo la difficoltà degli anziani nello spostarsi in chiesa vedrebbero bene un corrimano tra i banchi e da più parti nasce l’esigenza di vivere la parrocchia anche oltre l’appuntamento con il proprio gruppo, grazie a luoghi di ritrovo come campi di calcetto, giardini attrezzati, stanze per fare quattro chiacchiere e raccontarsi e un angolo bar. Il sussidio vuole essere strumento a servizio dei consigli pastorali per avere uno sguardo nuovo, interrogarsi e liberarsi da qualche schema. Mettersi in ascolto dei ragazzi non vuol dire dare loro solamente l’impegno di fare qualcosa, leggere durante un momento di preghiera o fare un laboratorio, ma avere il coraggio di mettersi a tavolino con loro ed aprire un confronto profondo e sincero. Ciò permetterebbe una programmazione più creativa, con uno sguardo verso il futuro, progetti volti a costruire una comunità sempre più attenta e al passo con i tempi, grazie alla purezza di cuore e all’ allegria proprie dei ragazzi.
Nel pomeriggio poi ha avuto inizio la Festa dei Diritti, dove i rappresentanti di sono trovati insieme ad altri quattrocento ragazzi, provenienti dalle varie parrocchie della città. Anche in questa occasione la protagonista era l’arte dell’ascolto: l’incontro con un giornalista, che per lavoro allena la sua capacità di ascoltare per trasmettere storie; l’incontro con una professionista della lingua dei segni (LIS) che trasmette la bellezza e l'importanza di comunicare con tutti andando oltre il suono delle parole; uno stand su quanto la musica possa essere amica e aiuto per imparare ad ascoltare anche se stessi; un gioco su quanto la collaborazione generativa parta da un ascolto vero e sincero.
L’Ac parrocchiale e tutta la comunità, consapevoli che c'è ancora molto da fare, si impegnano ogni anno per tenere vivo il ricordo di Alessia e Martina, trasmettendo l'importanza di mettere sogni e bisogni dei bambini e i ragazzi alla base di ogni scelta perché…Una città buona per i bambini è una città buona per tutti (Francesco Tonucci).
