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Angelo: “Corro grazie alla Fede!”

Il giovane di Angri, membro dell’Azione Cattolica e affetto da sclerosi multipla, si racconta alla rivista Insieme.
14/12/2025 di Gianni Esposito

Un sorriso luminoso e occhi pieni di bellezza. Così Angelo ci ha aperto le porte di casa sua. Vive ad Angri, ha 28 anni e dal 2016 convive con la sclerosi multipla. La malattia lo costringe a muoversi con una carrozzina, ma nonostante questo Angelo vive una vita piena, in cui la fede e l’Azione Cattolica svolgono un ruolo fondamentale. Si è raccontato alle nostre pagine ( Rivista Insieme ) in occasione della “Giornata Nazionale delle persone disabili”.

“Ho sempre avuto una passione per la cucina – ci spiega Angelo – è la mia vocazione. Nel 2016 mi sono diplomato all’Alberghiero, settore cucina, e subito dopo la maturità sono andato a lavorare a Ischia. Ero felicissimo: a 19 anni già svolgevo il lavoro dei miei sogni. Durante quell’esperienza iniziai però a percepire una strana stanchezza alle gambe, che aumentava col passare dei giorni, fino a quando cominciai a inciampare. Quei sintomi mi spinsero a tornare ad Angri per sottopormi a esami medici. Da lì iniziò un lungo iter di visite che si concluse con la diagnosi di sclerosi multipla. Non la presi bene. Ero arrabbiato.

E cosa è accaduto successivamente?
Quando tornai a casa, la prima persona a cui lo dissi fu Mattia D’Antonio – oggi Don Mattia – che mi chiese subito di accompagnarlo da un ragazzo di Angri malato di SLA, che lui accudiva. Rimasi molto colpito da quell’incontro: era la prima volta che entravo in contatto con quel mondo. Quel ragazzo mi diede anche un consiglio per il mio futuro. Dopo quel momento, per me iniziò un’altra vita.

Hai pensato alla fede quando hai ricevuto la diagnosi?
Subito dopo la diagnosi non pensai alla fede. In quel momento vedi solo il buio. Nel 2020 è mancata anche mia madre. Però non mi sono fermato: due anni dopo ho deciso di riprendere in mano la mia vita. Mi sono iscritto all’università e mi sono laureato in Gastronomia.

E dopo la laurea?
Dopo la laurea ho scelto di impegnarmi di più in Azione Cattolica. Volevo dare una mano, mettendo al centro l’altro e non solo l’io. Il percorso in Azione Cattolica mi ha sempre sostenuto. Ascoltare gli altri è un arricchimento continuo. Non ho mai abbandonato questo cammino, ma dopo la laurea sentivo che dovevo fare qualcosa in più. Anche la Messa domenicale non è mai mancata nella mia vita: per me la settimana comincia lì. La celebrazione della domenica ti dà una forza speciale per affrontare i giorni successivi. Posso dire che alimentare la mia fede partecipando alla Messa fa correre anche me… verso l’altro.

Quindi nella tua vita l’altro è importante?
In ogni momento della mia vita cerco di far sorridere gli altri. Questa mia caratteristica ho deciso di metterla in pratica nel Servizio Civile svolto al Comune di Angri, all’accoglienza. Accogliere le persone e aiutarle a orientarsi è qualcosa che amo fare. Tutto questo lo devo anche all’Azione Cattolica, che mi ha aiutato a comprendere davvero l’altruismo e molti altri aspetti della vita.

Che cosa consigli a chi vive la tua stessa situazione?
Quando la vita ti presenta un ostacolo, qualunque esso sia, bisogna affrontarlo di petto. All’inizio mi sono chiuso in me stesso, perché temevo il giudizio degli altri. Il mio consiglio è proprio questo: andare oltre il possibile giudizio altrui. Ricordo una sera in cui sono andato in chiesa, mi sono seduto davanti al tabernacolo e ho cominciato a parlare con Dio, chiedendogli: “Cosa dobbiamo fare?”. Da quel momento ho deciso di riprendere in mano la mia vita e darle una svolta. Ho capito che non bisogna fermarsi. Mai. Se c’è il sole, esco. Vado allo stadio a vedere il Napoli. Incontro i miei amici. Non dovete chiudervi nelle vostre camere: dovete vivere la vostra vita.