Si è spenta a 96 anni Amelia Casadei, figura di rilievo del laicato cattolico italiano, protagonista nella vita ecclesiale e civile del Paese. Già segretaria generale dell’Azione Cattolica Italiana, parlamentare della Repubblica e dirigente della Democrazia Cristiana, Casadei ha incarnato con coerenza e passione quella vocazione laicale capace di tenere insieme fede, impegno sociale e responsabilità politica.
Fu la prima donna a ricoprire l’incarico di segretaria generale dell’Azione Cattolica Italiana, nel triennio 1980-1983, durante la presidenza di Alberto Monticone. In quegli anni, segnati da profondi cambiamenti nella Chiesa e nella società, seppe mettere a frutto la propria esperienza associativa e professionale, dedicando particolare attenzione al personale del Centro Nazionale e promuovendo un esigente piano di rinnovamento, attento tanto alle esigenze istituzionali quanto alle persone impegnate quotidianamente nella sede di via della Conciliazione.
Seguì con dedizione la preparazione della V Assemblea nazionale del dicembre 1983, dedicata al tema “Laici chiamati a condividere con la Chiesa le ansie e le speranze degli uomini di oggi”, in esplicito riferimento alla Gaudium et spes. Un cammino preceduto, il 12 febbraio dello stesso anno, dall’incontro con Papa Giovanni Paolo II, che in quell’occasione richiamò con forza la necessità di «figure laicali cristiane autentiche», capaci di testimoniare il Vangelo nei diversi ambiti della vita sociale e culturale.
Amelia Casadei fu una di queste figure: cordiale e sorridente, disponibile all’ascolto ma esigente nelle decisioni, seppe coniugare uno stile semplice e dialogico con una forte determinazione. Il suo impegno era concreto e quotidiano: raggiungeva Roma ogni settimana, spesso viaggiando di notte da Padova, per essere puntualmente al lavoro, muovendosi con la stessa sobrietà con cui percorreva a piedi le strade verso il Centro nazionale o il Parlamento.
Fin da giovane fu attiva nell’Azione Cattolica padovana e nel Movimento Lavoratori, dedicandosi in particolare ai temi sociali e del lavoro. Un impegno maturato nel clima di rinnovamento suscitato dal Concilio Ecumenico Vaticano II, che rappresentò per lei un punto di riferimento costante nella Chiesa, nella società e nella politica.
Sul piano istituzionale, fu consigliere comunale a Ponte San Nicolò e venne eletta alla Camera dei Deputati nella VII legislatura (1976-1979), nelle liste della Democrazia Cristiana, nel periodo di rinnovamento guidato da Benigno Zaccagnini. Successivamente, dal 1985 al 1990, fu consigliere regionale del Veneto: seconda donna, insieme a Giuseppina Dal Santo, a entrare nell’Ufficio di Presidenza dell’assemblea legislativa regionale, dove svolse un ruolo di primo piano.
Numerose le leggi a cui contribuì, in particolare nei settori dell’assistenza, degli asili nido, del lavoro femminile e della formazione professionale. Tra queste, la legge “Veneto terra di pace”, pionieristica nel panorama regionale, che impegnava l’ente a promuovere i diritti umani, la pace e programmi di cooperazione internazionale decentrata.
«L’esperienza in Regione per me è stata molto importante – ricordava – perché mi ha consentito un rapporto più diretto con le persone, il territorio, i problemi delle comunità locali». Un approccio concreto, fatto di ascolto e verifica, maturato nel confronto quotidiano con cittadini, lavoratori e realtà locali.
Negli anni Novanta continuò il suo impegno nel sociale: fu vicepresidente del CIF padovano e presidente dell’Irpea, la fondazione che riunisce le Ipab di ispirazione cattolica impegnate nell’educazione e nell’assistenza. Partecipò inoltre al consiglio di amministrazione dell’Opera Magnificat Casa Mamma Romana.
I funerali di Amelia Casadei si sono svolti martedì 17 marzo alle ore 10.30 nella chiesa della Sacra Famiglia a Padova. La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, a nome dell’intera associazione, esprime profondo cordoglio e vicinanza nella preghiera ai suoi cari, sottolineando come con la scomparsa di Amelia la Chiesa italiana e il Paese perdono una testimone credibile di quel laicato maturo e responsabile che il Concilio aveva intuito e indicato come via per il futuro.
